lunedì 19 settembre 2016

Nebbiuno e il cammino - grazie da Willy

L'amica volpe sta indisturbata in piazza. Su quel volantino mi ispira ancora più tenerezza e mi anticipa le emozioni di presentare "Chi ha bisogno di Willy" qui a Nebbiuno.

Vedo volti familiari, altri ai quali non riesco subito a dare un nome eppure mi comunicano un mondo vicino, e altre persone che non conosco affatto, ma con le quali avverto ben presto l'empatia.

Gino Attilio mi fa sentire a casa, come Irina, Rosanna, Fiorella e tutte coloro che ogni giorno rinnovano la magia della biblioteca. Ognuna di loro indossa un colore differente e su Casa Fassi potrebbe affacciarsi un arcobaleno.

Mauro mi rimprovera bonariamente che ho parlato poco di me. Ma questa è la festa di Willy, quello che si presenta subito eppure è difficile da scoprire. E' il momento in cui si spalanca la porta alla natura, ai suoi mormorii, ai suoi singhiozzi, alle risa salde che si rincorrono anche in autunno. Alle donne che sanno osare e a quelle che non ci riescono (più). Ai bambini che si perdono e a quelli che si ritrovano. 

A un paese che mi ha visto diventare adulta, con tutte le mie incertezze. Da quando con scioltezza scendevo dalla collina  per più di due chilometri e risalivo, magari con la spesa  (scioltezza, be', noi, questa toglila dai Marilena, ti ricordi che il prete vi dava l'assoluzione anche più benevolo vedendo come fossero sudati i bambini del Poggio). Poi me ne sono andata, ho brontolato, sono tornata, ho riaperto gli occhi e ho visto meraviglie a cui non potevo abituarmi. 

Insieme a Nebbiuno, ho camminato più che in quelle scarpinate per la spesa o per le escursioni a caccia di scorci del lago. Mi sono ritrovata a guardare dentro me stessa.

E oggi che abbraccio gli amici dell'Alto Vergante, ma anche una ragazza che ha lasciato la mia città  per correre su a far parte di questa avventura, sento tutta la gratitudine.

Per ciascuno di loro e per chi ha nominato il mago che ha reso possibile tutto questo, come ogni mio passo: mio padre.

Anche insieme a Nebbiuno, ho ancora tanta strada da percorrere. E non mi fa paura, nessuna scarpinata.

(Foto e video di Rosanna e Maria Grazia ❤️)

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