domenica 1 ottobre 2017

Ripartire

Chissà se è una maledizione come quella del Vecchio marinaio, oppure se si tratta solo di ali.

So che quando sembro comodamente seduta, persino le poche volte che lo sono davvero, c'è già qualcosa che preme. C'è un movimento che si imprime e non tardo a riconoscerlo.

RIPARTIRE.

Ripartire per credere, ripartire per crescere, per fare un passo indietro e correre poi avanti. 

Non importa se il timone appaia troppo grande e le mie mani possano anche tremare.

E' quando mi siedo, un istante, che so che devo ripartire.

martedì 22 agosto 2017

Dialoghi reali - quando ci credo

- comunque te l'ho detto, per il tuo segno zodiacale è previsto un periodo terribile.

- ma no dai... ehi guarda, il tuo segno ha quattro stelle,  va a gonfie vele.

- non credo a queste cavolate


Credenza a intermittenza.

In ogni abbraccio

In ogni abbraccio, nella buona e nella cattiva sorte. Oggi mi ripeto questa formula, e mi sento di interpretarla con una forza che non mi appartiene.

Ma perché so che l'ho già vissuta, con te, papà.

L'obbedienza e la ribellione. La felicità e il cascare più a fondo di quanto si possa. Il morire e il rinascere. Il giocare e il perdere, sempre ridendo.

In ogni abbraccio, siamo stati, rimarremo noi.

Un gesto gentile

Un amico che ho solo sfiorato, racconta di un gesto gentile, compiuto tra la folla indifferente.

E mi assale un gesto gentile, compiuto contro me stessa perché avevo una tale fretta e c'era una tale folla che qualcun altro poteva fermarsi.

Invece Qualcuno volle che mi fermassi io e aiutassi e confortassi qualcuno tra la folla indifferente. Non avevo meriti, se non il Suo sguardo. Ma per quel gesto gentile, che non era merito mio, mi sono convinta di aver ricevuto un'altra grazia: quella di essere presente, mentre la persona a me più cara spiccava il volo verso l'eternità..

Un gesto gentile, senza che neanche noi siamo eroi. Solo umani, nel mio caso colpiti da una Grazia.

Un gesto gentile, ci salverà.

lunedì 21 agosto 2017

Un raggio non ha bisogno

Un raggio non ha bisogno di gridare. Si posa su un fiore, scava tra le foglie con il solletico e racconta che la luce è in ogni nostro passo.

Visibile o soffusa, che solo sfiora il viso. Un raggio conficcato su un fiore selvatico, protetto da un verde paterno.

Un raggio non ha bisogno di affermarsi, ma di donare. Forse come noi.

Notte e un'azalea sempre con me

La mia azalea è così candida che i suoi petali durano pochi giorni. Forse per non destare troppa attenzione.

Non conto le settimane dalla sua fioritura e adesso la terra è arida come la mia tentazione di essere adulta e realista.

Ma il suo candore vivo, lo ricordo ogni giorno. La mia azalea e il pegno che porta, sono sempre con me.

Notte e un'azalea sempre con me.

domenica 20 agosto 2017

Solo una lacrima

Sulle foglie morbide, solo una lacrima . Osserva in disparte la luce che viaggia e si prepara a dissolversi senza attirare troppo l'attenzione.

Solo una lacrima, più vera di tanti piagnistei. Al confine con un grido di gioia, in un'estate non troppo convinta, tanto che anche le ortensie non si vestono di troppi fiori.

Notte e la strada tutta nostra

Di ritorno sull'asfalto, ci concediamo una scommessa: cammineremo lungo la strada che complici mese e orario è vuota, il più a lungo possibile.

Non riusciamo a percorrerla tutta, ma per un lungo tratto sì. Senza sentirci padroni di nulla, solo un po' più liberi di guardare il mondo, anche tra l'asfalto. 

Ci mettiamo da parte, quando arrivano le lamiere urlanti. Ma intanto la nostra allegria, parla più forte senza fare rumore.

Notte e la strada tutta nostra (come la libertà).

sabato 19 agosto 2017

Panzanella a bordo della vita

Panzanella fuori territorio, a bordo della vita.

Dal lago affiora un ricordo antico, di lotte e risate al Palio. Adesso le respiro qui, su una riva amica, e sorrido due volte. 

Panzanella a bordo della vita e delle sue tappe: non importa quanto lontane dicono che siano, io le sento qui nel palato dell'anima.

Notte e quella notte nel deserto

Quando bussa alla mia memoria con tocco gentile, ritrovo con me quella notte nel deserto.

Una sola e in grado di giocare con le mie certezze, come fossero granelli di sabbia. E forse, lo sono davvero.

La notte fredda e pura, con le stelle conficcate dentro non per fare del male, ma per guidarla verso di me, minuscola eppure importante. E i profumi liberati dai sogni, il buio che correndo verso l'alba sceglieva i primi colori da indossare.

Quel cielo, così libero da stordire, solo assaggiato. Quella notte nel deserto, mi ha sussurrato ciò che siamo: granelli di sabbia, leggeri come angeli.

Notte e quella notte nel deserto.

venerdì 18 agosto 2017

Notte e cioè?

Nonostante gli sforzi di stare lontano dal web in queste ore troppo dolorose, ancora squarciate dal terrorismo, ci inciampo di tanto in tanto. E non tardo a riprendere il largo.

Mi colpisce tutto e il contrario di tutto. Guardo lontano e vedo il vuoto, nostro.


Tra i commenti che mi colpiscono di più, c'è il grido "ora basta". Reagiamo, è tempo di finirla, e via dicendo. Leggo queste parole e mi viene da rivolgere un'unica domanda.

Cioè?

ammazziamoli tutti? Tutti chi? Che cosa ci salverà? E chi lo farà? chi urlerà più forte dal web: è tempo di dire basta? Si armerà e partirà? E per dove? O aspetterà che altri scendano in campo? Ma in campo  dove?


vorrei capire. O forse sarebbe più saggio rinunciare e spegnere il computer, prima. Il silenzio come tentativo di balsamo, cercando di combattere il male, forse il primo in noi.

Notte e cioè?

giovedì 17 agosto 2017

Notte e non so cosa accade

Per disgrazia - lontano dall'eufemismo - abbiamo riacceso il televisore. Intercettiamo una serie di analisi che ci mettono i brividi per la sicurezza.

Poi una giornalista chiede un punto di vista a un testimone oculare, a Barcellona. E lui, finalmente libero dal luogo in cui era rifugiato, risponde: non so cosa accade.

Contemplo la splendida onestà di chi è nella tempesta. E le nostre certezze, mi incutono ancora più timori.

Notte e non so cosa accade.

What's up - canzone per la notte

Si era intrufolata nell'auto oggi, quasi a preannunciare qualcosa. Io, tesa a intercettare vocalizzi in uno dei panorami più belli che abbia mai intercettato.

What's up. Che cosa sta succedendo? Io, in fin dei conti, ho pregato tanto per una rivoluzione. Una di quelle che unissero i nostri cuori, non li dilaniasse.

E forse, non ho pregato. Non ho agito, abbastanza. Eppure, quando uscirò di casa domani mattina, chiederò ancora: che succede?

And so I cry sometimes
When I'm lying bed
Just to get it all out
What's in my head
And I, I am feeling a little peculiar

What's up, 4 Non Blondes, canzone per la notte.

Solo un abbraccio

E' solo un abbraccio. L'albero che può raccontare storie di storia cariche, si china sulle altre creature. E dentro, ci capita il lago d'Orta.

Verde, blu, macchie che si insinuano per unire, non separare i due colori protagonisti.

Solo un abbraccio può rendere un panorama ancora più sublime.

mercoledì 16 agosto 2017

Notte e mi dichiaro

Stasera i pensieri corrono indietro ai murales di Braccano.

Quello che mi ha più deliziosamente stravolto, quell'immenso lupo che abbracciava le mura. E come se non bastasse il suo sguardo consapevole, quella frase...

Io abito qui.

Perché c'è sempre modo di dichiararsi, anche quando tutto dovrebbe essere chiaro.

Spazza via le esitazioni e le scuse, come un lupo che scende nel villaggio e si ferma sulle pareti, guardiano delicato.

Notte e mi dichiaro.

Timido il mio scorcio

Timido è il mio scorcio di lago, quando il giorno inizia o sfuma.

Abbraccia tutto senza farsi troppo notare, ma non frettolosamente. 

Così io mi bagno del suo pudore e so dimenticare la sfacciataggine tutt'intorno.

martedì 15 agosto 2017

La curva perfetta

La vita è un ponte  perfetto, una curva  perfetta dove tutto procede su uno schema collaudato.
Ma è quando si ribella a quel viaggio sempre uguale, a quella certezza che la incatena. Quando si aggrappa a un  punto di non ritorno e persino ad esso - ultima certezza - si sottrae.

Ecco, è allora che diventa meno perfetta e più incredibilmente vita.


Un mare di sbarre

C'è una libertà di mare
O un mare di sbarre

Alla fine di fronte persino  alle creature più maestose, possiamo fare noi la differenza.

Quello che libera, imprigiona. E ciò che ha rinchiuso, può aiutare a volare.

E qualsiasi cosa decidiamo, specchiarci grati in questo azzurro creato (anche) per noi.


Notte e le cose non gridate (fanno più rumore)

Ci sono giorni in cui i miei piedi camminano più silenziosi ancora dell'anima. E approfitto per guardarmi attorno in modo discreto o per non osservare affatto.

Dentro, risuonano parole scomposte e quasi sagge. Cose non gridate, che fanno più rumore.

Notte e le cose non gridate (fanno più rumore).

lunedì 14 agosto 2017

Notte e un sorriso del lago

Il lago non si è ancora addormentato, sognando un altro brindisi. Non c'è niente da dire, in una sera che non conosce chiasso, se non il battito furioso del cuore.

Tutto scorre, molto si trasforma, qualcosa rimane sul fondo dell'anima e si lascia cullare. In una terra martoriata, l'acqua ancora non si fa imprigionare in cattivi pensieri.

Un sorriso del lago, l'ultimo prima di assopirsi per risvegliarsi ai rintocchi della festa. 

Notte e un sorriso del lago.

Tutti i colori che mancano

Tutti i colori che mancano, ai miei pensieri, li trovo sparsi tra le creature. E la più immensa che è il cielo, sembra sciogliersi sulle meraviglie della terra.

Un reciproco specchiarsi di sfumature, che dipingono un sorriso invisibile e dunque persino più prezioso.

domenica 13 agosto 2017

Notte e noi spaventosi custodi

Noi custodi, qualcuno ci ha dato l'incarico per chi crede. E per chi questa fede non ha, ce lo siamo presi noi.

Noi custodi, che chiediamo alle creature a noi affidate di comportarsi come noi. O meglio come noi siamo convinti di comportarci.

Così ogni essere, che sia un orso o un minuscolo animale, stasera mi appare più  indifeso che mai di fronte a noi.

Noi spaventosi custodi, che non sappiamo poi prenderci cura nemmeno di noi stessi e ogni giorno troviamo un'arma, una scusa nuove per ferirci.

Ciascuno di noi, chi se ne sbatte di un orso e chi augura analoga fine a una creatura umana.

Notte e noi spaventosi custodi. 

sabato 12 agosto 2017

Il nonno e Kunta Kinte

Sto eseguendo il segno della croce come ordina il nonno al cimitero, e io - ignara nipote - obbedisco. 

Non lo vedo, li sento. Nel cuore di agosto il nonno spiega al nipotino scalpitante: questo è mio padre, questa mia nonna, questo mio nonno, questa mia zia.

La solennità è tale che penso a Kunta Kinte. All'importanza  di preservare la memoria di chi viene prima.

Come se la nostra terra che tutto divora, tenesse a debita distanza la tentazione di dimenticare.

Un nonno, un nipotino al cimitero e la certezza che questo giorno, il piccolo non lo scorderà mai.

Notte e le sorprese alla vita

Guarda, la vita ti fa delle sorprese, furbi dispetti.

E se la vita ti fa delle sorprese, che ne dici di farle a lei? Reagire con un brindisi, una festa, una vampata di gratitudine.

Se la vita ti fa sorprese, tu fanne di più a lei.

Notte e le sorprese della vita.

Dimmi come potrei abituarmi

La tempesta ti ha appena spogliato delle tue esitazioni. Ancora si specchia dentro di te, ma ti sei liberato abbastanza da richiamare scampoli di cielo azzurro.

Sullo sfondo, potrei scorgere ogni volto e finestra.

Invece, vedo solo te, lago.

Dimmi come potrei abituarmi a te. Tanto, non ci crederei lo stesso.

venerdì 11 agosto 2017

Notte e non ho tanta pazienza

E' che non ho tanta pazienza, figurarsi se posso pure tirarla fuori. Magari per dire due volte ciò che avevo espresso chiaramente - ne sono convinta, diamine - prima. Anzi, per essere precisa, ciò che avevo persino pensato prima di tutto in modo così nitido da non essere nemmeno costretta a farlo viaggiare nell'aria sotto forma di inutili frasi o - peggio - in rete sotto forma di inutili post.

Non ho tanta pazienza. Giuro che ne avevo accumulata una discreta dose tra le dita dell'anima, ma l'avrò scambiata per sabbia ed è scivolata via.

No dai, non è questo. E' che certe cose, insistenze, rotture NON meritano pazienza.

Notte e non ho tanta pazienza.


giovedì 10 agosto 2017

Le immagini della felicità

Una tavolata di gioia che si gusta di sguardo in sguardo. Solo sul finale di una magnifica serata tra amici, mi viene da pensare: dovremmo scattare una foto.

Ripercorro senza fiato i momenti felici, specialmente  di quando ero bambina o ragazza, che bisognava immortalare. Una foto, un petalo prezioso da riporre nella serra dei ricordi.

Ora so che non è più così. Scatti una foto, pensi: devo postarla? O la lascio nell'archivio di uno smartphone che si gonfia tra mille inutilità e pochi doni?

Allora dimentico questo pensiero, lo ripongo in un'altra galassia, non in un cassetto. Siamo troppo felici per scattare una foto. E questo momento è così nostro che lo riponiamo, per non sciuparlo.

Notte e l'addio è una risata

Al funerale di una persona che ha sempre cercato di portare amabili momenti agli altri, non c'è posto per le lacrime.

Pensavo di aver riso solo all'addio di Lemmy, quando mi ero sintonizzata mezzo minuto pronta a fuggire e poi ero rimasta incatenata all'atmosfera saggiamente irriverente.

Adesso posso affermare aver fatto il bis, per rimanere nello spettacolo (della vita). Il frate che si addentra nell'omelia, a un certo punto non può più farne a meno, giustamente: devo dire una barzelletta.  E ne racconta una in cui Gesù è irresistibile protagonista, ma non solo.

Le lacrime si infrangono e si insinua una risata.

Ciao, Giorgio.

Notte e l'addio è una risata.

Dov'ero io (che c'ero davvero)

Dopo una trasmissione, mi rimane conficcato dentro questo dubbio.

Italia-Germania: io c'ero. Avevo un paio d'anni. Lo sapevo bene, che avrei assistito a un evento storico. Jim Morrison c'era ancora e io avrei dovuto anche manifestarne piena consapevolezza. Quasi sarei dovuta sgattaiolare via, ad afferrare manciate di concerti.

Italia-Germania: guarda che partita, rovente e vera,  e io dov'ero. Immagino stessi dormendo, cullandomi in una pace che non aveva abbastanza emozioni.

Sì, c'era anche lo sbarco sulla Luna, ma non miravo tanto alto. O forse di più.

E forse, sto dormendo ancora durante una partita cruciale.


mercoledì 9 agosto 2017

Notte e l'ultima luce

L'ultima luce che rimane scolpita alla fine di una giornata, sussurra basta alla musica, come in una canzone dei Doors.

Il cielo si è già confuso di pace e io lo vorrei sfiorare.

Notte e l'ultima luce.

Ciao Giorgio, bisogna cercare altre storie

Quando mi dicono che sei andato via, avverto il bisogno di mettere il cd. Sento la tua voce, mentre domi le compagnie di quelle serate in cui aspettano con trepidazione le tue storie.

Ridere, in compagnia o da soli. Vivere.

E ascolto che hai approfittato di una vacanza per lavorare, per raccogliere altre storie.

Adesso ho capito dove dev'essere andato questo cantastorie che cercava di  renderci felici. In vacanza, ma a raccogliere altre storie per voi.

Ciao, Giorgio.

martedì 8 agosto 2017

Guardiani taciturni

Ci sono guardiani taciturni, che si lasciano andare appena nella brezza.

Più abituati ad ascoltare i segni dei giorni e delle stagioni, con una tranquillità che non è rassegnazione.

Un respiro silenzioso che parla sempre di vita, tra le creature spesso addormentate.



Notte e il momento giusto

C'è un momento in cui afferro tutta la mia vita. Vedo volti del passato, più nitidi che mai, e il futuro ha un gusto familiare.

Un momento quasi sfrontato, praticamente giusto. Come il sorriso che si impadronisce di me.

Notte e il momento giusto.

Have you ever seen the rain - canzone per la notte

Il sole è freddo, la pioggia dura. Pioverà un giorno di sole. Tutte contraddizioni che ci raccontano, per indurci a credere nelle favole.

E a me, di questa canzone piace l'ossessivo richiamo.

Voglio saperlo.

Voglio saperlo.

Avete  mai sentito che la pioggia scende in un giorno di sole.

Have you ever seen the rain, Creedence Clearwater Revival, canzone per la notte.

Dove vanno i ponti

I ponti, non sono convinta di dove vadano a finire. Sopratutto quando si insinuano nella nebbia dell'alba, confusi da una vita tracciata sempre con cura.

Forse approfittano di quella confusione e si rifugiano in un loro sogno, finché non viene battuto dalla pioggia e scoperchiato dal sole.

Ma sono momenti di felicità che fanno brillare più forte la loro solida bellezza di creature pazienti e ribelli allo stesso tempo.

lunedì 7 agosto 2017

Notte danzando con le nubi

Le nubi che corrono, lasciano il posto a quelle che danzano. Momenti di grazia, che osservi senza neanche alzare troppo il capo.

Perché ti senti piccina, ma allo stesso tempo parte di queste strane creature che non restano mai uguali.

Danzando con le nubi, a un minimo sbuffo di vento, puoi scendere nella notte indossando sogni.

Notte, danzando con le nubi.

domenica 6 agosto 2017

La scuola prestigiosa

Sto bevendo il caffè con una persona cara, che sul giornalismo ha provato a insegnarmi tanto. Sul campo, condividendo: oggi le parole ci rincorrono più numerose di trent'anni fa.

Ad un tratto, vedo che saluta con un cenno qualcuno, seduto con i suoi amici. Quando lo metto a fuoco meglio, gli sorrido. E quest'ultimo si alza e viene al nostro tavolo. Mi evoca il mondo delle forze dell'ordine che noi presidiavamo a vista, rompendo un po' ma con garbo e garbo ricevendo da persone come lui.

- vengo qui, perché è tanto tempo che non ti vedo!

Sì, dal giorno in cui andò in pensione. Forse, dieci anni fa. Un volto gentile, una voce che non si è mai innervosita, quando la cronista e il fotografo passavano o quando lei telefonava.

Io dico al mio amico che ho avuto occasione di frequentare con loro una scuola prestigiosa. Io, che ora ho riscoperto il piacere di studiare, sono grata di avere avuto insegnanti straordinari che non mi hanno dato alcun diploma da esibire.

Solo quello della scuola dell'umanità. Giorni sotto il sole o la pioggia di volti e storie, che non scambierei con nessun titolo del mondo.

Notte e tutte le vite in una giornata

Complice il caldo, attraversiamo dall'alba tutte le nostre vite. Che lo vogliamo o no. E quando inciampiamo in un ricordo, ha il sapore di un progetto.


Non sappiamo perderci nel passato, perché già stiamo desiderando qualcosa.

Tutte le vite in una giornata, sospingono verso il futuro.

Notte e tutte le vite in una giornata.

sabato 5 agosto 2017

Notte e mi sfugge via la luna

La luna mi sfugge spesso via, come un rossetto che prende il sopravvento sulla guida delle dita. 

Una sbavatura nel cielo, che diventa un abbraccio tra due punti non abbastanza vicini altrimenti.

Immersa nel cielo nero, frastornata dai lampioni che le fanno patetica concorrenza, lei traballa apparentemente e poi tira fuori il suo miglior sorriso. Come noi, quando siamo impegnati a vivere o a dimostrarlo.

E quella sbavatura mi sembra un gesto di libertà.

notte e mi sfugge via la luna.

Una finestra e un pensiero

Una finestra abbracciata a un pensiero, si apre sul lago sciolto nel sole. 

Finché lo lascia andare sul filo dell'acqua, forse accarezzandolo fino all'ultimo con i riflessi dei suoi vetri. Forse concedendosi persino un'ombra di malinconia.

venerdì 4 agosto 2017

Buon compleanno, Chiara


5 agosto 
Questo primo anno, così pieno di vita. 

Buon compleanno, Chiara. Non solo tra gli angeli, ma nelle nostre vite, piccole e fragili che a stento scorgono frammenti di luce. 


Notte e tutto è chiaro

In questo groviglio di pensieri, impegni inculcati e afa ho un lampo che non mi appartiene.

Non capisco un granché, se vi immergo dentro la testa. Eppure è tutto chiaro. L'estate profuma di vita, oltre la sua volgare apparenza.

Un senso si sfiora, non si afferra. E mi fa il solletico, tanto che scoppio a ridere di vita.

Notte e tutto è chiaro.

giovedì 3 agosto 2017

Sulla strada

Uno sguardo sulla strada ti costringe a fermarti.

A sorridere, a salutare anche se ti dicono che l'altro non può rispondere.

Come se le nostre parole fosse l'unica risposta.

Ciao amico che mi inviti a rallentare.

Notte e può ridere la vita

Dall'altro lato della strada sentiamo risa di festa. E si spalanca un mondo ebbro di vita.

Le nostre lacrime sono ancora fresche, eppure sorridiamo. Non è un paradosso. Pensiamo alla persona che se n'è andata in apparenza poche ore fa, a quanto ha amato la vita e la donna sempre al suo fianco.

Forse questo brindisi, ci pare persino dedicato un po' a lui.

Può ridere la vita in ogni istante. Anche quando piangiamo.

Notte e può ridere la vita.

mercoledì 2 agosto 2017

Notte e sfoglio mondi

Sfoglio mondo, su libri e mappamondi, ma mi scivolano via.

Nessuno resta sulla mia pelle incuriosita da tanta varietà.

Se non tu.

Notte e sfoglio mondi.

Se un albero sfiora un sogno

Un albero sfiora un sogno, che dalla sofferenza libera verso una strana felicità.

Strana perché si stacca dalla sofferenza senza calpestarla e porta dritti nel cuore, dove nessuno ci può raggiungere se non per il tempo di un bacio.

Se un albero sfiora un sogno, forse possiamo essere liberi.

Tra motori e gesti gentili

C'era un papà che era così alto e da piccola non riuscivo a guardarlo negli occhi. 

Ma lui era gentile, di quella gentilezza che non fa troppo rumore, e si chinava. Poi sono cresciuta, eppure l'ho visto sempre compiere quel gesto cortese in tanti modi.

Anche portando il paté speciale di un amico che speciale era ancora di più, a mio padre ogni Natale e intanto non facendogli mai mancare una chiacchierata e un'occasione di svago. Un'amicizia che non doveva farsi notare, per essere autentica.

E quando non poteva più rinnovare questo rito, perché il mio papà era volato in cielo, l'ha sempre fatto con la figlia. Aprendo le porte e il cuore, parlando di motori e della sua città che cambiava, mostrando le sue radio e il suo mondo. 

Tutto questo accanto alla sua Giovanna, certo. E accanto a lei non poteva che voler essere ancora.

È così naturale, anche se non meno doloroso, signor Vincenzo.

Perché mi mancheranno il vostro spalancare porte e cuore e il vostro prendervi cura degli altri, senza rumore.


martedì 1 agosto 2017

Dialoghi reali - Pioverà

- comunque pioverà.

- non lo afferma alcun bollettino meteo.

- come no. L'hanno detto in tv: sulle Alpi pioverà.

- Ma non siamo sulle Alpi, noi.

- che importanza ha?

Trascurabile.

Notte e sarò sempre golosa della vita

Quando scappiamo via, possiamo farlo anche vicino, perché le distanze si annullano. Difatti, si presenta lui, re bonet.

E ho cento ragioni per non sceglierlo, una in più per osare.

Sarò sempre golosa della vita o finché lo sarò, la vita lo sarà di me. Intanto la gusto in ogni piatto del tempo.

Così mi prometto: sarò sempre golosa della vita, che io ci provi o no.

Notte e sarò sempre golosa della vita.

La-scia-re

Lasciare la scia, nell'azzurro dei pensieri. Lasciarsi alle spalle Tutto, eppure ritrovarsi. 

La-scia-re come non portarsi via tutto e sentirsi quasi un re.

lunedì 31 luglio 2017

Notte e dentro la Scozia

Dentro la Scozia non trovi sollievo, ma uno specchio che punge e si tinge di fumo.

Dentro la Scozia, non ti menti mai, mentre sorseggi via la giornata. Ridi più forte, senza avere paura. Ascolti e pensi che forse sarà il rumore del mare, quando finge di pizzicare gli scogli.

Dentro la Scozia, trovarti anche da lontano e ricominciare a camminare.

Notte e dentro la Scozia.

Il peso di osare

I vostri rami ora si piegano a terra, ma voglio pensare che i vostri cuori siano sempre leggeri, sopra tutti gli altri rami.

Le prime ortensie che hanno osato, differenti, eppure abbracciate in modo timido.

Il peso di osare si svela agli occhi distratti. Ma è molto faticosa individuare il peso reale della vostra gioia dopo le prime irruzioni nell'estate. I petali scomposti non ci dicono tutto. 

Il peso di osare dà slancio per volare.

domenica 30 luglio 2017

Notte e dove vivo

Pensavo di sapere dove vivo, ma questa sera irrompono sui miei schermi di coscienza "I dieci comandamenti". Vedo storie dentro di me, che non so riconoscere e cerco di proiettare lontano.

Ma siamo in Calabria. In Italia. Sì, pensavo di essere in Italia.

La malavita che decide il bene e il male, gli stranieri raccolti e sbattuti senza pietà dove altri si rifiutano. Uomini buoni che provano ad aiutarli e spesso cadono.

Dove vivo. In questo Paese qua.

E poi mi viene da pensare, che neanche dietro l'angolo di casa mia probabilmente riesco a scorgere. Come se non vivessi, davvero.

Notte e dove vivo.

I colori dentro il cielo

Il cielo offre i colori e non ci bastano mai. Allora se ne mette altri, appesi come se fossero spensierati.

Forse lo sono davvero, forse per mezzo istante lo sono persino io.

Oppure ti cerco dappertutto, anche nei colori dentro il cielo.

sabato 29 luglio 2017

Il sole che sonnecchia sul bosco

Il sole che sonnecchia sul bosco, posato sul castagno che mi è amico da tanto tempo. Lo riesco persino a guardare per qualche istante e mi sembra di essere una maga.

Tutto in mio potere, persino l'astro più potente del mondo. Ma mi basta un fruscio nell'erba, che non riesco a identificare, o una stella che ti assomiglia e che non riesco ad accarezzare, per sentirmi ciò che sono: piccola creatura a cui un grande castagno regala un'illusione per qualche istante.

Notte e brindare alla luna (che ci sia o no)

La luna ti convoca con un buon bicchiere, oppure resta rintanata dietro le nubi. Il cielo, si consegna comunque a te, che lo meriti o no.

Brindare alla luna, che ci sia o no.

Quanti "o no", che svaniscono, perché conta solo la vita.


Notte e brindare alla luna (che ci sia o no)

venerdì 28 luglio 2017

Notte e solo ciò che devi

Ti affliggi, di passaggio o di nascosto, a volte entrambe le cose, perché non fai ciò che devi e puoi. Perché ti sembra che ti sia sfuggito di mano da un pezzo e tu abbia trovato una serie lodevole di alibi per non ripigliarlo.

Poi un giorno fai una piccola cosa, niente di straordinario. Fai solo ciò che devi.

E si condensa nell'aria un piccolo miracolo, che di te nemmeno aveva bisogno. Così sorridi per una manciata di istanti, la gioia che ti riempie i polmoni e ti va dritta alla mente nutrendo una consapevolezza.

Devi farlo ancora, ciò che puoi, ciò che devi.

Notte e solo ciò che devi.

Ospiti del sole

Ti capita di fissare una meraviglia lampante, un fiore che è innamorato del sole. E poi ti sfugge la creatura che sta ronzando al suo interno. 

Diventa come un minuscolo occhio, un ospite discreto che si sazia di bontà e bellezza. 

Ospiti del sole, si può essere, senza farsi notare. Forse una dichiarazione di vita.

giovedì 27 luglio 2017

Notte e c'è una luce

Scendo di corsa da una collina, pronta a sfidare una strada stretta e buia. Un cane nascosto dietro una cancellata mi fa un brutto scherzo e abbaia appena mi avvicino. Sobbalzo e sto pensando a come correre più forte, sotto quel cielo oscuro.

Ma una sbavatura lassù mi induce a fermarmi e scopro una luce più intensa delle altre. Sarà una casa piena di gioia o di abitudini, magari di mestizia, eppure emana un calore che illumina la mia strada.

C'è una luce - lo cantavano anche nel Rocky Horror, indubitabile testo di filosofia - lassù o laggiù, su una strada tenebrosa e nella vita di ciascuno. 

Adesso l'auto è vicina e forse ho meno paura. Perché so che c'è una luce, sempre.

Notte e c'è una luce.

Un'ombra rosa

Infiltrata nel buio, c'è un'ombra rosa. Viaggia con una nuvola e sosta così poco.

Non so se perché voglia dare speranza a tutti o non possa garantirla a lungo.

Ma c'è un'ombra rosa che viaggia nel mattino e mi fa rinascere, ancora.

mercoledì 26 luglio 2017

Dialoghi reali - Perdersi

- Pensa, in questo punto mi perdevo sempre.

Silenzio di concentrazione.

- Dove siamo?

- Mi sono persa.

Notte e le parole più belle, le prime

Un passeggino viaggia lentamente sotto il sole e nella conversazione tra la mamma e un'amica, si insinua il vocalizzo della piccola trasportata.

- Ee oo.

Pochi attimi dopo, si ripetono, si inseguono, prendono il volo e tornano come facendo capriole nell'aria.

- Eeeeee oooooo.

Le due amiche le ascoltano e sorridono, anch'io presto attenzione e quando si moltiplicano, di nuovo, penso a quanto siano belle quelle parole. Perché quella è tutta una conversazione per la piccola, si percepisce.

Le sue prime parole, tesoro che solo lei sente in tutta la profondità eppure offre al piccolo mondo attorno a lei, che le capisca o no. Le prime parole, quelle che dici perché sono tutte tue, senza freni, senza paura.

Notte e le parole più belle, le prime.

martedì 25 luglio 2017

Tutti gli ingredienti

Una domanda prima di mettersi alla tavola della vita.

Ma quelli che si vantano di conoscere tutti gli ingredienti, perché non cucinano mai?

Notte und ich weiß nicht

Mi perdonerà, Heine, se ripasso i versi della sua Lorelei. Attraverso il vento e le rupi, finché mi infrango.

Forse per colpa di un suo verso. Non trovo irresistibile capelli dorati o la canzone riversata sul Reno.

C'è quello spezzone di canzone: non so cosa significhi che io sono così triste.

Non so. Niente è più sublime.

Notte und ich weiß nicht.

Mia - canzone per la notte

Non piangere, bambina: guarda che sei a casa.

(chissà se è così, per davvero)

E so che sono al sicuro, ma potrei esserlo ancora di più, mentre ascolto questa ninna nanna rock. Mentre il vento sussurra il mio nome.

don't you cry, the wind she's a screamin' your name.

Mia, Aerosmith, canzone per la notte.

Così sicura

Non so quante volte io ho osservato questa foto: lo sguardo che si posava su mio padre, il tempo di annebbiarsi.

Nella casa dove sono cresciuta, solo i primi anni. Quei tasselli verdi sul muro mi sembrano brillare ancora quando passo, di sfuggita.

A lungo, ho guardato solo mio padre, io minuscola e ininfluente, esposta a qualsiasi graffiata del mondo. Poi, gli occhi sono scivolati sulla mia manina. Un giorno, all'improvviso mi sono accorta di come mi aggrappassi al tuo dito. E se questa è fragilità bambina, poi mi trovo a pensare: no.

E' sicurezza. Quella di trovarti sempre, punto di appoggio e per volare, e ancora per tornare da noi, su un balconcino che ci sembra il posto più bello del mondo.

lunedì 24 luglio 2017

Io sto con il controllore (cronache da un treno)

Non ho brontolato contro lo sciopero di oggi sui treni, da brava italiana perché non andava a toccare i miei viaggi, spostati oltre l'orario del blocco.

Poi salgo sul convoglio riconquistato e passa un controllore. Donna. Ma questo lo aggiungo, perché per me lei è un controllore e basta. Una persona con un ruolo, che passa, controlla, verifica che tutti siamo a posto e tutto sia a posto. Non lo è. Qualcuno viene dall'aeroporto, gli è sfuggito che doveva obliterare. Soliti, piccoli inconvenienti. 

Finché un uomo con la bici e lo sguardo cupo, viene invitato a mostrare il biglietto. Lui borbotta, sono rogne e lei non demorde. Adesso, la vedo come donna. So che siamo più esposte: so che gli uomini fanno più facilmente i prepotenti. 

Ma lei non cede.

Lui non ha il biglietto e scende non senza dirle cose spiacevoli.

L'ultima: vai ad ammazzarti.

Il controllore si sporge e gli dice: hai la bicicletta, pedala. Poi ci guarda e ci spiega: abbiamo fatto sciopero per questo, per la sicurezza. Gli occhi sono velati di orgoglio e tristezza allo stesso tempo: così mi appare.

Gli sguardi si posano su di lei, ha il tifo quasi generale o forse sono io che mi illudo.

Io stasera ho capito qualcosa di più e sto con il controllore. Sto con le donne, che devono dire basta ai prepotenti, a chi alza la voce o le mani. Anche quando sono sole, e spesso lo sono pure in mezzo alla gente.


Distante non persa

Minuscola e distante, come l'enorme nave che si rimpicciolisce agli sguardi.

Così è la mia anima, specialmente quando incontra il mare dei pensieri.

Distante, mai persa perché la mia costa, è visibile e sincera. Come te.

domenica 23 luglio 2017

Notte e cosa conta ancora

Ripongo nei cassetti immagini, profumi ed emozioni che ancora scalpitano. Penso a quante delizie ho gustato e quanto ho imparato su di esse, eppure c'è qualcosa che va oltre. Sono gli occhi, i toni della voce, le strette di mano, le cose non dette eppure trasmesse in maniera poderosa.


Di viaggio in viaggio, con gli anni scolpiti nelle mie ossa, sono felice di sapere cosa conta ancora.

L'umanità e le creature tutte. Ciascuna una storia che non puoi raccontare, ma che ti rimane dentro.

Notte e cosa conta, ancora.

Baciata dai colori

Dal sole un bacio persistente per distrazione: sono i colori che restano con me. Quando meno me l'aspetto, quando scelgo di confondermi nella nebbia, ecco che spuntano sfumature incredibili che duellano amorevolmente con il cielo.

E io lì in mezzo, per ragionevole caso.

Baciata dai colori e dalla voglia di volare.

sabato 22 luglio 2017

Notte e non ci si può perdere

Nella folla che deve gridare qualsiasi cosa sul treno, vicino alla porta mi riposa la vista di una madre e una figlia. La prima con i capelli bianchi raccolti e occhi colore del mare, è un po' ansiosa per l'approssimarsi della meta; la seconda, la tranquillizza e allo stesso tempo benevolmente la richiama perché non si agiti per niente.

C'è un altro figlio che aspetta - apprendo - e la madre non vede l'ora di abbracciarlo. Di fronte a un moto di dolce gelosia di colei che ha vicino, spiega con tenerezza: non lo vedo da una settimana, mentre ho goduto di te in questi giorni.

Questo pensiero smorza tutto, ma non come la visione che ho poco dopo: le due donne si tengono per mano. Mi viene da chiudere gli occhi e vederle nella stessa posa, trenta, quarant'anni fa. La madre sicura che guida la bimba, la richiama perché non si faccia prendere dalla foga, perché non si perda…

Chi guida, nella notte dei timori e delle incertezze, delle ansie e dell'amore. Un tempo la madre, oggi la figlia. Eppure quella stretta mi dice che entrambe stanno tracciando la direzione a modo loro, i piani del tempo scomposti e intrecciati come quelle dita. Che non ci si può perdere.

Notte e non ci si può perdere.

Life's what you make it - canzone per la notte

Così il passato si è sbiadito, mica come la raccontavano i Beatles. Con l'aiuto di una stazione umana, mi convinco che questa versione sia più realistica, sotto i colpi dell'estate.

Quante gabbie, ragnatele e sensazioni da soffocare. Eppure dev'essere proprio così: la vita è ciò che ne facciamo noi. Lo pensi, te ne penti, ci ripensi e ti piaci moltissimo. Mentre butti tutto all'aria, per vedere i colori volare, stai quasi danzando.

La vita è ciò che ne facciamo noi, niente può cambiarlo. Per questo, sei cambiata tu.

Celebrate it
Anticipate it
Yesterday's faded

Life's what you make it, Talk Talk, canzone per la notte.

venerdì 21 luglio 2017

Un cardo morbido

Sul monte incontro un soggetto irresistibile. E non lo riconosco perché è così morbido.

Chiedo a una persona saggia e mi risponde: è un cardo. Presto seccherà e segnerà chi lo vorrà afferrare.

Ma adesso è morbido. Forse persino impaziente di farsi accarezzare.

Rosa e spina, come solo noi forse pensavamo di poter essere.

Buona notte e sotto questo cielo

Di fronte a questo cielo e a questa storia, le parole si smorzano in gola.

Quel telo macchiato di nuvole e sole scontroso, sopra la torre fiera, mi avvolge.


Matelica. Marche. Questa è una storia che proverò a raccontare, ma intanto sotto questo cielo, specchio di un'umanità che lotta restando se stessa, stasera  mi preme dire grazie. 


Notte e sotto questo cielo.

giovedì 20 luglio 2017

Scrivere

Scrivere in un cortile gentile con un pc che ti conduce nel mondo o in una stanza profumata con una macchina che ti porta dritto dentro di te.

Scrivere e, è respirare con lo sguardo che vaga per poi ritrovarsi. Silenzi e ticchettii che attraversano epoche.

Notte e il trucco che si stinge

Nella follia umana che incendia la vita, si fanno strada fuochi buoni.

È il sole che si scioglie commosso su colline e valli, come un trucco che si stinge di felicità. E allora le luci umane si fondono in armonia e io ti cerco, ancora.

Notte e il trucco che si stinge 

mercoledì 19 luglio 2017

Fermarsi per volare

Giù la testa immersa in una realtà, finché la brezza ti saluta con un fruscio per ricordartene un'altra. E tu, suggestionata, alzi gli occhi.

Sai bene che quelle creature dipinte lassù non si muovono, ma vorresti comunque inseguirle. Allora fermi ogni istante per volare più veloce.

Sotto meraviglie, puoi sentirti un capolavoro, senza farti notare. Quel fruscio, un applauso anche per te.

Capisco poi

Spesso capisco dopo e me ne rammarico.

Ma prima di stracciarmi le vesti penso: a quanti capita di non capire mai. Quindi quante volte mi va straordinariamente bene.

Notte e l'eco nella stanza

In una stanza dove arriva l'eco di voci e musica, lo spazio sembra danzare. Anche i pensieri. Li lascio correre, con i tasti, poi provo a rimetterli in ordine.

E loro, a ridermi dietro: quanto mai in ordine siamo stati?

Liberi di vagare e sbirciare anche il lago che si pettina di luci, li lascio. Quasi quasi li seguo.

L'eco nella stanza, eppure tanto silenzio di felicità respiro.

Notte e l'eco nella stanza.

Contrasti ricchi di armonia

Non trovo mai una pianta colore dell'altra, persino le foglie di uno stesso ramo lasciano intravedere di sé   luccichii diversi.

Quando i miei occhi si posano su questi spettacoli silenziosi, vedono contrasti ricchi di armonia. E si fermano su quella superficie spalmata in tante sfumature per portarne un po' nell'anima. Lampi docili di pace, che si accomodano e invitano a fare altrettanto.

martedì 18 luglio 2017

Notte e dalla torre più alta

Esistono cose da sussurrare, altre da gridare dalla torre più alta. Come raccomanda una canzone rock o un paesaggio che ti incatena, come il Monferrato.

Da quel punto dove non si scorgono scale per il cielo, perché neanche si coglie la distanza. La terra che versa nettare e sogni, le nuvole che vi sbirciano sopra. In mezzo, mura dalla storia che neanche i mattoni possono contare.

Dalla torre più alta, urli anche quando taci, incantata.

Notte e dalla torre più alta. 

lunedì 17 luglio 2017

Come un bacio alla stazione

Nel buio della stazione interrotto da luci che sbadigliano, scende una giovane donna.

Va incontro a un uomo con slancio, come se volesse dargli un bacio appassionato.

Invece rallentano entrambi e il bacio si posa leggero, scivolando poi via. Via nella luce degli occhi di lui, che quasi si sono accesi di timidezza.

Come un bacio alla stazione, che non ha bisogno di essere urlato, forse è la vita.

Notte e cassetti in cerca di sirene

Il rumore dei cassetti che si aprono, spesso per me assomiglia al canto del mare. Un canto un po' arruffato, di quelli delle notti di inverno.

Lo ascoltai vent'anni fa e non l'ho più ritrovato. Forse perché dentro c'era la voce dei tuoi pensieri, che mi proteggeva e domava il mare d'inverno.

I miei cassetti forse si muovono,  in cerca di sirene tra le tue onde per poter sognare.

Notte e cassetti in cerca di sirene 


Le canzoni come le capiamo ora

Non distrattamente, intercetto dalla tv canzoni di Giancarlo Bigazzi. Il primissimo, che stava più dietro le quinte possibile. Primo anche nelle incursioni in tempi che ancora non si fiutavano nemmeno, nella tenerezza e nell'ironia, nella malinconia e nel dissacrante.

Casco ancora su "Ti amo" e la eleggo a simbolo di una riflessione, già masticata frettolosamente in passato e ora capace di contagiare altre canzoni.

Ma perché quando riempiva l'aria, non capivo tutte le sue contraddizioni, alcune anche intrise di coraggio? Perché come piccole sognatrici ci perdevamo nell'ostinazione romantica del ritornello e non coglievamo l'ondeggiare di lui tra varie destinazioni? Parole così chiare, che non volevamo sentire veramente.

Le canzoni come le capiamo ora, sono terribili e più vere. Ma qualche volta, mi piacerebbe tornare a non capirle, come una volta, e cullarmi di qualche illusione.

http://www.nomosedizioni.it/limportanzadiesseresecondi

domenica 16 luglio 2017

Visto così

Visto così, è semplice e diretto. Per questo cado ai tuoi piedi, natura. 

Visto così, gli umani alla pari dei fili d'erba. Purtroppo, molto più superbi.

Anch'io.

Tutti ugualmente creati a uno scopo, anche se qualcuno si monta la testa.

Visto così, siamo poca cosa. E traccia di Dio. 

sabato 15 luglio 2017

Notte e i miei grandi amici

Caro cielo e cara terra, ho compiuto solenni cavolate. Mi sono fidata dell'infidabile: e se non esiste questo termine, pazienza, nel mio cuore è stampato con il fuoco.

Ma talvolta ho la lucidità di guardarmi attorno, anzi dentro. E vedere che doni immeritati ho ricevuto. Magari per anni sono dentro la mia vita e solo in questo momento mi rendo conto.


Una mail mandata a me da un amico geograficamente lontano per aiutare un'amica geograficamente (e non solo) vicina.

Un'amica oltre oceano, che ogni volta con orgoglio ricorda come il piccolo dono di un portafoglio sia sempre nella sua borsa e nel suo cuore.

E di più ancora: la mia amica, dai banchi della scuola, che non mi abbandona mai, nonostante i miei costanti temporali.

Ho grandi amici, senza doverli contare o taggare. grazie

Notte e i miei grandi amici.

Un sentiero d'oro

Mi perdo tra l'acqua e la montagna, finché non trovo un sentiero d'oro.

Il suo apparente creatore, in realtà gracile quanto noi, sembra guardarmi curioso. E anche i miei occhi lo sfiorano prima di seguire quel sentiero d'oro, ma poi amano smarrirsi ancora. Sereni perché sanno di poter riafferrare quel filo, anche quando non si fa notare. Caldo e discreto segue il corso delle speranze e le alimenta con un bacio.

venerdì 14 luglio 2017

Notte e i colori danzano sul lago

I colori di solito così discreti, ora esplodono sul lago.

Li scruto e li ascolto, come vorrei fare più spesso con ogni bellezza, compresa la mia. E se non tendo la mano per accarezzarli, è perché sono loro che sembrano avanzare arditi.

Dopo una sera in cui il lago si cullava in luci di silenzio, ora questi fuochi danzano troppo felici per gridare. E così muovono i colori miei.

Le nostre idee ci piacciono (tanto che)

Le nostre idee, uno degli spettacoli più avvincenti da contemplare, applaudire, proporre come bis.

Poi mi accade di afferrarne una, di idea, e cercare di capire come sia nata: sarà qualche virus filosofico che mi è rimasto nel sangue dell'anima. Quando la osservo con questa cura, mi sento smarrita perché in fondo non so da dove sia arrivata: gira, si sfilaccia, mi ride addosso e poi torna sfrontata da me.

quasi quasi, la cambio.

Le nostre idee ci piacciono, tanto che a volte è ancora più bello cambiarle.

giovedì 13 luglio 2017

Notte e quello che voglio fortissimamente

Occasioni in cui esplode una determinazione che non è solo mia: ogni tanto c'è qualcosa che voglio fortissimamente. Accade con una tale energia che mi sembra di poter già stringere in mano il risultato.

Non è sempre così.

Quello che voglio fortissimamente, a volte mi sorride, altre va oltre la mia esile ombra. Ma mi lascia un sorriso perché so che ho già avuto un grande regalo: la capacità di volerlo fortissimamente.

Notte e quello che voglio fortissimamente.

Il piccolo sorriso e un mondo grande

Sulla pelle porto il disagio che incontro per strada, quello di mondi che non si sanno incontrare. Salgo sul treno che non è un'isola felice.

Un signore indiano mi chiede se Milano centrale sia la prossima, io lo rassicuro: deve aspettare ancora. Lui mi risponde con un sorriso rapido e io vago altrove con lo sguardo.

Una donna velata (da donna, non lo dico compiaciuta) con una figlioletta di sette, otto anni, si siede a fianco; in braccio ha una bimba di poche settimane, ne vedo solo la nuca.

Poi, nel mio girovagare a caccia di scorci meno solitari, scorgo il suo volto e gli occhi che mi fissano curiosi. Le rivolgo un sorriso un po' buffo e lei si scioglie in una risatella silenziosa, prima di nascondere il viso sulla spalla della mamma. Pochi secondi dopo, però, mi guarda ancora e alla mia smorfia ride, ride di nuovo felice.

Sarebbe già bello così. Ma poi mi accorgo che il visitatore dall'India sta ridendo senza rumore, e una fanciulla italiana in attesa di scendere non è meno allegra.

Il piccolo sorriso e un mondo grande: il mio minuscolo cuore trova ristoro.

mercoledì 12 luglio 2017

Ci vorrebbe un cardo custode

Nella splendida Nizza Monferrato, ascolto la storia del cardo gobbo. Devo poi narrare perché sono schiava di questa creatura. Tutta colpa della ScoIa, of course.

Il cardo custode, lo chiamano gli scozzesi. E ogni volta la leggenda mi percuote. 

Quella notte in cui gli assalitori idearono una vile trovata: assaliremo gli scozzesi mentre dormono, così non potranno reagire. Per rendere il piano perfetto, si levarono le scarpe.

A volte, gli uomini non sanno indignarsi della vigliaccheria, perché la sentono parte di sé. I cardi, come ogni creatura che nasce e cresce per amore e non riesce a pensare ad altro, si ribellarono al posto loro: rimanendo immobili, forse appena scostati dal vento.

Quando i codardi scesero scalzi nelle valli, il dolore fu più forte di ogni progetto malefico: le spine li ferirono ai piedi e loro urlarono. Fu così che gli scozzesi si svegliarono e si salvarono.

Ci vorrebbe un cardo custode, che ti sveglia dagli agguati, magari anche dai tuoi. E magari, c'è pure.

Notte e il canto lieve (quanto costa la gentilezza)

Nella tempesta di un giorno, si insinua il canto lieve di una creatura che non so identificare. Un cinguettio fisso e irresistibile, che mi ispira la possibilità di stare in pace.

Eppure, il pensiero corre a una persona gentile, così gentile come raramente ricordo. Una di quelle che arriva a ogni tuo problema, sempre indossando il sorriso che ti fa sentire meno allarmata del tuo guaio. Una persona gentile, che si è fatta del male.

E mi chiedo, quanto costi la gentilezza. A che prezzo qualcuno possa dispensare tranquillità e sicurezza gli altri.

Quanto costa la gentilezza? Nessuno sa dirmelo. Forse solo quell'uccellino che ostinatamente offre un canto lieve al termine di una tempestosa giornata.

Notte e il canto lieve (quanto costa la gentilezza).

Dialoghi reali - Va bene lo stesso?

La cagnolina agguanta il signore e lo ricopre di baci con un'enfasi decisamente superiore alla media. Lui, felice, si inginocchia per concedersi alle coccole e mi viene spontaneo chiedergli di fronte al loro feeling: lei ha un cane?

Lui alza la testa: "No, ho una moglie, va bene lo stesso?".


martedì 11 luglio 2017

Notte e notte prima dell'esame di giornalismo

Dai che attribuisco tutte le colpe al recente incontro con Uolter: non è neanche un anniversario netto per ricordarlo proprio ora. Ventidue anni fa, sono in una Roma rovente e il giorno dopo devo sostenere l'esame orale di giornalismo.

Siccome sono ancora una ragazzina o così credo, la notte precedente la trascorro con un pensiero fisso. No, mica l'esame. Stavo cenando intensamente, nel locale - mi riportavano - preferito da Giannini, con la speranza di incontrare il Principe. Non ero così preparata, casomai volevo sfuggire a tutto ciò che non potevo preparare e la mia Roma era un ottimo diversivo. Allo scritto, avevo degli amici al seguito, così avremmo aggiunto una gita piacevole. All'orale, mi aveva accompagnata mia madre. Ma com'è tradizione, io quando affronto un esame voglio essere rigorosamente da sola: quindi la lasciai in albergo, dal signor Armando romanista come Dio comanda (per me).

Il mattino dopo parto dunque alla volta dell'esame e avevo irresponsabilmente dormito bene. Nonostante tutto. Cioè, nonostante non avessi incontrato Giannini. I camerieri erano più tesi di me in apparenza e mi invitarono a tornare la sera dopo, per fare un accurato resoconto dell'esame: quasi fossi una giornalista.

L'esame fu lungo, lunghissimo. Io era già al penultimo posto, quando si presentò lui, Uolter. Insomma, lasciami scherzare Walter Veltroni, tu arrivasti e ti fecero una splendida intervista. Che ne pensi di Berlusconi? E della sinistra? Ma che  deliziosi i gadget nell'Unità, come ti è venuta l'idea?

Non mi sono illusa che il mio esame sarebbe stato così e mi ricordo poche cose, a parte un simpatico battibecco con una commissaria e un suo collega che poi venne a congratularsi con me.

Tutto sfugge, rispetto a un particolare che mi ricorda mia madre. A confortarci c'era un signore credo dell'Ordine, ma il suo ruolo mi sfugge rispetto all'aspetto primario: scriveva poesia. Mi ha assistito, incoraggiato contro il caldo e il tempo che si protraeva. Io a un certo punto mi rammento della mia povera mamma in attesa e chiamo il signor Armando: la avvisi che qui ci vorrà un po' di tempo ancora.

Era il 12 o il 38 luglio e faceva molto caldo. Quando io arrivai con la mia promozione, fu festa in borgo. Io poi costrinsi mia madre a cenare ancora nello stesso locale, perché mica volevo tenere i camerieri, miei primi fans, sulle spine. In realtà speravo che almeno quella sera si presentasse Giannini.

Ero un'irresponsabile, ma anche questi sono indizi di felicità, sussurrati, perché si è arrivati a un traguardo. E quindi si sta ricominciando.

Notte e notte prima dell'esame di giornalismo.

lunedì 10 luglio 2017

Il cuore, dentro

A volte ci metto il cuore, a volte vi cade dentro.

E forse questo scivolare dolce è più vero di ogni sforzo.