lunedì 30 ottobre 2017

Ripartire

Chissà se è una maledizione come quella del Vecchio marinaio, oppure se si tratta solo di ali.

So che quando sembro comodamente seduta, persino le poche volte che lo sono davvero, c'è già qualcosa che preme. C'è un movimento che si imprime e non tardo a riconoscerlo.

RIPARTIRE.

Ripartire per credere, ripartire per crescere, per fare un passo indietro e correre poi avanti. 

Non importa se il timone appaia troppo grande e le mie mani possano anche tremare.

E' quando mi siedo, un istante, che so che devo ripartire.

martedì 17 ottobre 2017

Dialoghi reali - scrivere in stampatello

- Ma come diavolo scrivi: non puoi almeno farlo in stampatello?

- Veramente ho scritto in stampatello.

Silenzio (di) commiserazione.

Chiedere con naturalezza

Ogni tanto incontro il passerotto di Cernobbio, dolcemente sfacciato. Si arrampica dappertutto, le zampine voraci come le ali.

E lui vuole di più. Chiedere con naturalezza, domandare ancora e ancora. Gli uomini sono truffaldini: chi se ne frega.

Chiedere con naturalezza, senza troppe menate. E fidandosi, follemente, ancora.

Listen to your heart - canzone per il giorno

Nella differenza, scoprirsi così connessi. Meglio di un mondo che di connessione blatera. La chiamano chimica, la testa invita a ribellarsi; solo un grido insiste.

Ascolta il tuo cuore, non perché abbia soluzioni garantite. A rigor di logica del mondo, fregature garantite. Ma basta che tu lo lasci correre e sta già correndo libero, come te.

Ascolta il tuo cuore, perché c'è questa meraviglia, che si chiama vita e ha tanti volti, riunitinello stesso.

Parlerà proprio a te, il più distratto del mondo. Se glielo permetti.


Listen to your heart - Starsailor - canzone per il giorno

lunedì 16 ottobre 2017

Notte e c'è sempre qualcuno da ascoltare

Prima che io possa scivolare nel buio, un signore saggio mi racconta frammenti della sua vita. E mentre nel buio sono immersa, altre esistenze mi attraversano.

Torno provata, e rinnovata. Tiro giù la saracinesca sul rumore e ho solo una voce che mi resta da coccolare, una per cui zittire tutte le altre.

La mia.

Notte e c'è sempre qualcuno da ascoltare. A partire da me stessa.

Non c'è un'ora rock

Non c'è un'ora rock, una che richieda più volume o più gradi. L'ora rock è sottile e corre nel tuo sguardo.

Passa dai Thin Lizzy e si lascia dolcemente intrappolare dai Metallica. Si tuffa persino nel silenzio, se necessario.
Ma non c'è un'ora rock, più rock delle altre. Tutto ti risuona dentro in modo devastante, se non puoi fuggire. E soprattutto, se non lo vuoi.

domenica 15 ottobre 2017

Notte e perché non grido

Buffo abbastanza, ma c'è ancora chi crede che io non voglia gridare perché ho poca voce. In passato, ci sono cascata persino io.

Invece, non grido per altre sciocche e interessanti ragioni. Non grido, perché non è necessario. Non grido, perché c'è divertimento c'è visto che strillano in tanti.

In poche parole, non grido perché non ne ho voglia. E mi sembra una ragione sufficiente, oggi più che mai.

Notte e perché non grido.

sabato 14 ottobre 2017

Ah, sei qui (Lourdes)

Nel crepuscolo, anche quello che osa iniziare un cammino, i ricordi spingono indietro o davanti, a seconda del punto  di vista. Davanti alla statua della Madonna dell'Aiuto, calcolo febbrilmente e magicamente gli anni trascorsi. Venti.

La prima volta che i medici mi hanno salvata e avevano potuto mettere al sicuro anche un mio sogno. Bisognava correre a Lourdes, a ringraziare.

Ok. Solo che io ero (sono) un'anarchica pacifica, incazzosa (ero, forse). E mi ammalai alla vigilia (una banale influenza, questa volta), mi arrabbiai, persi il biglietto aereo allo scalo, lo ritrovai tra le maledizioni. Buffo esordio. Arrivai con un raffreddore cosmico e trascorsi la maggior parte del primo giorno in camera.

Poi c'era una ragazzina, con qualche problema e un grande cuore, che mi stava attaccata. Io reclamavo il mio spazio e il mio tempo, anche un pomeriggio in cui la madre mi chiese se mi seccasse stare con lei mentre dormiva: mamma almeno sarebbe uscita solo un poco a comprare cose che servivano per l'anima.

L'adolescente dormiva, in effetti. E io rimasi lì a scrivere in silenzio. Niente di eroico: meditavo di andare all'alba il giorno dopo alla grotta, per riuscire a stare da sola per manciate di minuti. Solo che la ragazza si svegliò ben  presto, spaventata perché non c'era la madre.

- Ah sei qui.

La sento ancora, la sua voce sollevata, prima di sprofondare ancora nel sonno. Ritirai la penna, perché mi sentii utile. Forse persino felice. E grata quanto non avevo osato essere. Ah sei qui, anche se non ero nessuno, non offrivo alcuna sicurezza o garanzia.

L'alba dopo, ero davanti alla grotta, anzi dentro. Non ci sarei mai stata, senza quella ragazza: sarei rimasta a poltrire, a quell'ora. Senza un angelo. Senza di me, anima a pezzi che si ricostruiva. Mi ricordo che avevo davanti la statua di Maria e ho pensato.

Ah sei qui. Come stamattina e in ogni crepuscolo che non sa se iniziare o finire.


Notte e tutto brilla

Il sole mi è rimasto addosso, come un profumo.

Troppo felice per andare via o troppo devoto a me o alla sua missione.

Nel cuore della notte, lo sento guidare questa piccola anima.

Tutto brilla, con il suo sorriso. E anche con il mio.
Notte e tutto brilla.

venerdì 13 ottobre 2017

Dialoghi reali - Disponibilità in sintesi

Mi avvicino a un desk (così suona meglio, più professionale) e chiedo:

- Posso chiedere un'informazione?

- No.

In sintesi.

Ogni anno che passa

Sfogliando una vecchia margherita, la più audace o una sopravvissuta, sento gli anni sotto i polpastrelli come petali.

E penso che ogni anno che passa, è il più travolgente, il più perfido, il più stanco, il più irresistibile, il più innamorato, il più malinconico, il più vero e il più mascherato, il più sornione e il più sfacciato.

Ogni anno con te.

I pinguini del capitano

I pinguini del capitano Scott. Quelli attaccati, all'improvviso e con un balzo al cuore, dai cani.

Quelli che bisognava proteggere, anche nel futuro lontano, andando a mettersi in pericolo per esaminare le loro uova nella crudeltà dell'inverno antartico.

Quelli che scrutavano in Antartide e non si potevano toccare, come presagio di angeli che a ogni sferzata resistono.

Adesso il pianeta che NOI abbiamo devastato, li porta via con un sorriso imbarazzato. Mentre dovremmo essere imbarazzati noi. Noi ben più crudeli dell'inverno.




http://www.repubblica.it/ambiente/2017/10/13/news/strage_di_pinguini_in_antartide_solo_due_pulcini_sopravvissuti_in_una_colonia_di_40mila-178148341/

http://www.nomosedizioni.it/project_tag/marilena-lualdi/

giovedì 12 ottobre 2017

Notte e piccoli riti di pace

Lungo la pista di una giornata ci sono isole dove trovarsi e rivivere piccoli riti. Certezze nuove o ritrovate, o mai perse di vista, si posano un po' timide su questa strada.

Il compleanno di un'amica unica, che da quarant'anni mi dà lezioni di sincerità e coraggio senza farmele mai pesare. Stop, bisogna fermarsi qui e nutrirsi dei suoi occhi buoni.

Le espressioni di una giovane amica, che sta assaggiando il mondo adesso, che ci fanno ridere di gioia pensando alla saggezza della sua età.

Un nuovo locale che è fiorito dentro un luogo ricco di storia e di passione, che con il suo stile garbato ci fa intravedere il sorriso confortato di un angelo volato via poco fa.

E la notte, semplicemente, che riassume ogni rito di pace, vissuto o ricordato. Il profumo di castagne nel mio rione che mi accoglieva per la prima volta quasi vent'anni fa. Io lo respiravo e ridevo, bevendo un bicchiere con gli amici. Ma poi tornavo, veloce come un fremito, da te.

Notte e piccoli riti di pace.

mercoledì 11 ottobre 2017

Do not rush

Tra le dita torna questa foto di Expo. Do not rush, intimavano in un padiglione cinese.


Allora vi avevo elaborato una serie di ragionamenti metaforici e filosofici, così profondi che a fondo sono andati.

Ci vorrebbero questi cartelli, installati nelle tentazioni delle nostre giornate. Non affrettarti perché scivoli, ti fai del male e agli altri ne procuri. Perché divori rabbiosamente la vita e poi che ne rimane?

Passo dopo passo, gustarlo: quasi quanto la direzione.

Do not rush. E danzano pareti, tutt'intorno.

Notte e disegno la luna

Faccio i dispetti alla notte, come se fossi la luna. Cambio colore e aspetto, strappo i troppi discorsi, ricaccio indietro la malinconia e intimo il silenzio alla gioia.

Butto in aria tutto ciò che trovo e non mi fermo a raccoglierlo. Poi, quando sono sazia di essere monella, mi siedo a contemplare ciò che resta della luna, tagliuzzata come nel disegno di un bambino pasticcione.

Ripongo  le forbici maldestramente usate e tiro fuori i pastelli della mente, per ricominciare a disegnare.


Notte e disegno la luna.

Se non metto lo zucchero (mi commuovi)

Attraverso un luogo prestigioso e prendo un caffè di fretta. Senza zucchero, prego, a me piace così.


Ritorno dopo tre ore, anonima come la folla che mi circonda, e prendo un altro caffè.

Il cameriere mi chiede: lei senza zucchero, vero?

E quando mi commuovo, eterna bambina, che si ricordi di questo dettaglio nella folla, mi racconta la sua storia. Di giovane che appena ha una certezza sul lavoro la cambia, al contrario della vita. Io sento che devo ascoltarlo, ma anche un po' fuggire altrimenti mi vedo dentro i suoi occhi saggi.

Una persona che si ricorda, non solo per mestiere, ciò che desiderano gli altri, è una grande lezione per me.

Se non metto lo zucchero, mi commuovi, ragazzo. Buona vita, sempre cambiando, fedele a te stesso.

martedì 10 ottobre 2017

Notte e voglio bene al mondo

Una sera di rincorsa, per guardare dritto negli occhi di coloro che amo. E ho questa sensazione, facile e impossibile.

Voglio bene al mondo. Quello che soffoca, ferisce, trascina a fondo con sé, tradisce e chiede di essere riammesso. No, che non ti riammetterei, ma questo pianeta non è mio e ci sarà pure una ragione.

Voglio bene al mondo folle, orribile e deleterio.

Stasera voglio bene al mondo, e persino a me.

Notte e voglio bene al mondo.

Incroci in cielo e terra

Incroci tracciati nel cielo, dove si specchiano le vite. Gemelli diversi dei destini impregnati di terra.


Si formano, si notano, si dissolvono, come se non fossero mai esistiti. Eppure bastano pochi istanti e per sempre esisteranno.



lunedì 9 ottobre 2017

You and me - canzone per la notte

Ciò che siamo è ciò che siamo. Parole così semplici, quando la sera si chiude la porta e ci guardiamo negli occhi. Parole che può sussurrare solo una rockstar, che star non si sente affatto e che tutti credono impegnata a gridare.

Non siamo star del cinema. Abbracci d'amore, quando la follia corre attorno a noi. E' tutto ciò che vogliamo ed è abbastanza.

Essere ciò che si è, esserlo persino in due.

You and me, Alice Cooper, canzone per la notte.

Contro il cielo

Volti contro il cielo, che contro nessuno si mettono. Volti pallidi di tempo e grazia, che si vestono dell'azzurro di una giornata testarda.

Tutto scorre, a partire dall'aria scolpita da ultime tentazioni d'estate. Ma quelle figure restano lì immobili e sospese tra i pensieri di chi le incontra e quasi vorrebbe salutarle, se non temesse di interrompere una riflessione eterna.

Notte e l'estate che non si scioglie

Invece no, non è finita. L'ultimo giorno d'estate, conficcato nella pelle, è passato eppure lei non si vuole sciogliere. Nemmeno nel lago, che finge di essere ancora tiepido.

Persino le foglie restano verdi, mentre si specchiano. E ci ridono su, come me.

Notte e l'estate che non si scioglie.

domenica 8 ottobre 2017

Notte e le povere cose in viaggio

E' da ventiquattr'ore che cerco di soffocare una scena, dentro di me. Un clochard che sale sul treno, per trovare un rifugio. A una persona racconta di essere stato cacciato da una stazione; insieme parlano di un'altra donna senza un tetto, che era solita sdraiarsi su un panca: adesso chissà dove sarà.

Lui vaga nella carrozza alla ricerca di una presa che funzioni, per caricare il suo telefonino. Quando scendo, lo sguardo mio si posa sulle borse, dove raccoglie le sue povere cose. Povere davvero, come lui, come noi che gli passiamo accanto e non sappiamo cosa fare, forse nemmeno vogliamo.

Noi che siamo in viaggio con le nostre povere cose nella vita e chissà come facciamo a sentirci ricchi.

Notte e le povere cose in viaggio.

sabato 7 ottobre 2017

Tutto in ordine

E' tutto in ordine, per farsi scompigliare. Il cielo corre già avanti, in questa gara buona.

Le piante obbediscono agli umani, il tempo di ridere con il vento. Tutto in ordine e delizioso nel suo presentarsi impeccabile. Ma tutto è in ordine per farsi capovolgere e urlare forte il senso della vita.

Quello di farsi sorprendere dalla bellezza.

Notte e l'ultimo giorno d'estate

L'ultimo giorno d'estate scivola senza uno sguardo al calendario. Vola oltre gli occhi affamati, afferra la pelle e la disarma dei suoi pallori.

Asolo lo porge con la delicatezza di un frutto raro e quasi temo a consumarlo.

Ma l'ultimo giorno d'estate non si congeda mai davvero, stampato nell'animo fanciullo.

Notte e l'ultimo giorno d'estate.

venerdì 6 ottobre 2017

Sogno sospeso

C'è un sogno sospeso sulla terra, la notte che non riesce a portarsi via la luna. E viandanti immobili lo cullano, senza chiedere nulla.

Notte e bisogna ribellarsi

E' più facile attraversare il mondo, passando dal proprio Paese. E raccogliere frammenti di saggezza, che scivolano fuori dalle tasche.

Scopri che altri, come te nel tuo piccolo, a un certo punto hanno detto: no grazia. Hanno preso il largo e sono volati lontano. Erano adolescenti, ma forse lo si può fare ancora adesso.

Io la sento, la via d'uscita. Bisogna ribellarsi.

Prendere le distanze, per dare uno sguardo da vicino e ritrovarsi.

Notte e bisogna ribellarsi.

Tutta l'eleganza del mondo

E' l'autunno, un pezzo di Scozia che non se ne va, un frammento di memoria che resta conficcato nei pensieri. Un sentiero che si tinge di rosso all'improvviso e ti disorienta con la sua bellezza.

Un mondo che ti cammina vicino e che ti sussurra qualcosa di inaspettato.

E' l'autunno, un signore discreto che procede con un bastone e tutta l'eleganza del mondo.

giovedì 5 ottobre 2017

Notte e sogno ancora a colori

Sogno ancora a colori, e sogno ancora più forte. Non importa se qualcuno dice che è pasticciato: già me lo sbattevano in faccia da piccola, mentre io amavo mischiare sfumature e tratti a modo mio.

Intingo il pennello nel mio rock, come un concerto infinito. Alzo il volume, non per coprire il silenzio, bensì per farlo esplodere.

Sogno ancora a colori, sogno ancora più forte. Perché sogno ancora con te.

notte e sogno ancora a colori.

mercoledì 4 ottobre 2017

Come senza paura

Nessuno mi sfida impunemente, come se mi proteggesse un cardo o un'armata: a volte, ci credo quasi anche senza rileggere il motto a Edimburgo.

E poi capisco che non sono senza paura, mi mancherebbe persino quella birbante. E' qualcosa di meglio, qualcosa di più.

Non senza paura, mi muovo.

Ma come  senza paura. Come se non l'avessi, nonostante mi respiri addosso. E quel "come" è la corazza che indosso, fragile e commovente come ogni vita.


Notte e sotto i pensieri

Sotto i pensieri travestiti da nuvole, trovo brividi, saluti, tracce di umanità.

Il freddo che ci stringe la mano all'improvviso e si allontana solo un attimo, il tempo di lasciarci congedare da un residuo d'estate.

Sotto i pensieri, scivolando sull'acqua, sempre più lontano, eppure abbracciati a un'ancora di sorriso.

Notte e sotto i pensieri.

Curiosi mentre tutto scorre

Curiosi mentre tutto scorre, fiori che giocano come bambini senza muoversi davvero. Solo un lieve cenno del capo, un grido soffocato di meraviglia, protetti dai massi austeri.

Il ruscello corre via senza mai sottrarsi. Ma loro restano lì, immersi in una filastrocca.

Curiosi mentre tutto scorre. Così umani, nella loro bellezza.

martedì 3 ottobre 2017

Notte e c'è da ammirare

Persino sotto il velo della notte, persino con la mia distrazione cronica, mi fermo ad ammirare qualcosa. Quando non c'è la luna, scontata ma non troppo, scorgo un fiore che sembra aver preso colore con il buio, come se prima si vergognasse.

O incrocio l'incedere sospetto di un micio, mi accorgo di una scritta d'amore complicato su un muro o di un balcone le cui piante hanno ripreso vigore.

Così penso, quanto c'è da ammirare, se persino nella notte io vedo e mi viene voglia di scoprire altro, ancora.

Notte e c'è da ammirare.

Lo sguardo che scava

In punta di piedi, torno nelle Marche, a Braccano. Gli occhi inseguono il filo dei murales e incrociano quelli di questo lupo, così mirabilmente ritratto.

Io abito qui.

E' tutto così reale, che forse c'è davvero il lupo. E forse è più umano di noi, con quello sguardo che scava nei perché, da noi dimenticati.

Lo sguardo che scava e non pattina sul nulla, lo sguardo che interroga e le risposte, non le trova mai.

lunedì 2 ottobre 2017

Notte e io rallento

Dai corri, dobbiamo raggiungere l'altra parte della strada, sfidare il buio, forse persino noi stessi, girare l'angolo rapidamente.

Finché un rintocco attraversa l'aria. Basta il primo, quello che conduce a un grido grato, al saluto più bello: l'Ave Maria. Come ogni volta in cui vi inciampo felice, corro indietro ancora, a quell'unica volta a Lourdes.

Ed è l'ultima volta che corro, perché adesso so cosa devo fare. Io rallento: la strada è deserta e invitante, da respirare ora che le auto si sono ritirate. Bella come una preghiera, che ci fa tornare umani.

Notte e io rallento.

domenica 1 ottobre 2017

Piccole distese di guardiani

Un coperchio amorevole sul pozzo, i fiori che proteggono i desideri.

E lasciano uno spiraglio perché altri possano entrare. Chissà quanto altro vegliano amorevolmente sulla terra, senza soffocarlo.

Piccole distese di guardiani, che accarezzano gli sguardi.




Notte e qualche angelo sguscia fuori

Ogni tanto, quando meno te lo aspetti, può arrivare qualche angelo. Può scappare fuori da una vecchia foto annebbiata, una foto ritrovata da una manciata di anni che per te però sono stati anni senza lunghissimi.

E in quell'immagine ride, e tu ancora di più. E ti chiedi chi abbia iniziato per primo, anche se non importa affatto.

Perché interessa solo che qualche angelo sgusci fuori da un mondo che non puoi sfiorare, arrivi e ti faccia ridere, ridere tanto, come allora.

Notte e qualche angelo sguscia fuori

Dodici mulini

Ci sono dodici mulini, che scandiscono la vallata e mi trovo a meditare su questo numero, che scorre come l'acqua.

Le dodici tribù di Israele, e i dodici che Gesù scelse, senza che nemmeno oggi lo capiamo fino in fondo. Gente che dubitava, come noi, che faceva domande di potere, come noi, e che pur l'ha seguito, sino alla fine: cosa faremo noi, non lo sappiamo.

Dodici mulini tracciano una strada di acqua, lavoro, speranza. Tutt'attorno, un silenzio interrotto da qualche latrare e i gatti ti osservano, indecisi se rifuggire nella loro pace.

Quante formule magiche nella nostra vita e quanta voglia assurda di resistervi: quella ruota immensa, invece, cede gioiosamente ancora.